lunedì 17 maggio 2010

Disinfestazione da zanzare

Ekowork Coop Sociale effettua disinfestazioni da zanzare e zanzare tigri in modo totalmente ecologico.
Sul sito www.ekowork.it sotto la sezione Disinfestazioni - Zanzare troverete le schede tecniche dei singoli prodotti utilizzati per una maggiore trasparenza del lavoro!

Di Ekowork ti puoi fidare.... 



QUALCOSA DI PIU' SULLE ZANZARE

Le zanzare sono insetti molto fastidiosi e sono diffuse in tutto il mondo, in modo particolare nei paese tropicali.
Le zanzare appartengono all’ordine dei Ditteri,come ad esempio le Mosche, e al sottordine dei Nematoceri, dai quali si distinguono per la forma del corpo, dall’apparato boccale sporgente simile a una tromba allungata e dalle ali ricoperte ai margini da peli.

Le zanzare conosciute sono  più di 2.000 specie, e si possono distinguere dal colore del corpo che ha colori bruni, ocracei, colori scuri, oppure con macchie o fasce  più chiare, dalle dimensione e dalla zona in cui si sviluppano le larve (sempre in acqua) e nel modo diverso delle larve di respirare e al diverso modo che hanno le zanzare adulte di posarsi sulle superfici.
Le zanzare, inoltre, appartengono alla famiglia delle Culicidae da cui tre sottofamiglie: 
  • Anophelinae
  • Culicinae
  • Toxorhynchitinae 
Le zanzare più diffuse:
Culex pipiens: è la nostra comune zanzara che troviamo su tutto il territorio italiano, ha l’estremità dell’addome piatto e i palpi labiali più corti. Questa zanzara si è 
perfettamente adattata all’ambiente urbano, depone le uova in acque ferme nei sottovasi, nelle grondaie ostruite, contenitori abbandonati; rimane inattiva durante il giorno e inizia a uscire verso il crepuscolo e durante tutta la notte infastidisce il nostro sonno.
Aedes mariae e Ades detritus: sono due specie di zanzare che hanno l’estremità del corpo appuntita e palpi labiali corti; vivono nelle città del litorale, sono diurne e le 
zanzare femmine depongono le uova nelle pozze di acqua di mare dove le larve riescono a vivere e svilupparsi.
Aedes canpius è un’altra zanzara molto diffusa in Italia ma in particolar modo nella pianura padana, è una zanzara che vive in campagna e non entra nelle zone urbane. Avendo un raggio di volo molto ampio di circa 20-30 km le colonie di questa zanzara interessano zone molto vaste, ed è aggressiva verso l’uomo.
Aedes albopictus o Zanzara tigre: il nome deriva non solo dal suo corpo nero a bande bianche trasversali sull’addome e sulle zampe, ma anche dalla sua aggressività verso l’uomo e piccoli mammiferi.
La zanzara tigre è attiva sia di giorno che di notte e la troviamo in tutti i grandi e piccoli centri urbani.
E’ una zanzara molto infestante, generalmente si insedia in grossi gruppi creando notevoli disagi. Prima di sbarcare nel nostro territorio era confinata in alcune zone dell’Africa e in Giappone dove era vettore di molti virus e malattie.
Anopheles: questa specie di zanzara  ha l’estremità del corpo a punta e palpi labiali lunghi, nel passato era la zanzara più temuta perchè veicolo di malaria, proprio perché è una zanzara che vive e prolifera in ambiente palustre e in zone non bonificate e acquitrinose.
LA PUNTURA DELLA ZANZARA
L’apparato boccale delle zanzare è costituito da mandibola e mascella seghettate con le quali esegue un foro nella pelle arrivando al capillare, poi inietta con l’ipofaringe 
la saliva anticoadiuvante che provoca effetti allergici, pruriti e gonfiore.
Come altri insetti, le zanzare femmina dispongono di un apparato sensoriale che si trova sulle loro antenne o sul capo col quale possono percepire a distanza la presenza delle loro prede, ne percepiscono l’umidità e la temperatura della pelle, sudore e sebo, emissione di anidride carbonica.
Un aspetto interessante è dato dalla capacità della zanzara di distinguere e scegliere il sangue sano dal sangue malato. Inoltre, secondo studi recenti sulle zanzare, alcuni studiosi hanno individuato quali sono i soggetti più colpiti dalle zanzare:
  • Fumatori: queste persone emettono per effetto del fumo sostanze chimiche che attirano le zanzare.
  • Vegetariani: queste persone emettono respirando, l’ottanolo, una sostanza prodotta dalla digestione di cibi a base di verdura e frutta. 
  • Inoltre l’associazione di profumi con sostanze corporee attirano in modo particolare le zanzare, mentre, una delle parti del corpo più colpita dalle punture delle zanzare, sono sicuramente i piedi e, infine, diversamente da quello che molti pensano, le zanzare preferiscono le persone adulte più che i bambini e, gli uomini piuttosto che le donne.
Ma le zanzare non pungono solo l’uomo, le loro prede sono anche animali e uccelli così che possono divenire portatrici di parassiti e trasmettere malattie all’uomo tramite la saliva che iniettano.
Nel nostro paese le zanzare non risultano portatrici di malattie, anche se i sempre più frequenti spostamenti per turismo o lavoro nei paesi dove le zanzare possono trasmettere malattie come malaria e febbre gialla ecc. aumentano il rischio di diffusione.

Nuova sede operativa

A tutti gli utenti, la Ekowork Coop. Sociale apre la sua nuova sede locale a Bolzano.
Disinfestazioni, derattizzazione e allontanamento volatili in maniera ecologica e assolutamente professionale.


Tutti i prodotti usati dalla Ekowork sono certificati e garantiti.
Per saperne di più contattaci scrivendo ad info@ekowork.it, ricordati di lasciare un tuo recapito e saranno gli operatori stessi a richiamarvi.


Ekowork...dalla natura la soluzione più ovvia.

martedì 2 marzo 2010

Le pulci

Le Pulci sono parassiti termofili esterni ovvero sono parassiti attirati da mammiferi o uccelli a sangue caldo compreso l’uomo. Le Pulci non hanno ali, ma hanno un apparato boccale pungente-succhiante che determina la loro appartenenza all’ordine dei Sifonatteri.

Esistono circa 2.000 specie di Pulci conosciute ma le più diffuse e infestanti in Italia appartengono alla famiglia delle Ctenocephalides felis, le più comuni sono quelle di:

- gatti (CTENOCEPHALIDES FELIS)
- cani (CTENOCEPHALIDES CANIS)
- pollame (ECHIDENOFAGA GALLINACEA)
- uomini (PULEX IRRITANS): questa specie di Pulce vive sia sull’uomo ma anche su animali domestici e raramente su animali selvatici. Appartiene alla famiglia dei
Pulicidae e può trasmettere la peste bubbonica e il tifo murrino.
- ratti (XENOFPSYLLA CHEOPIS): responsabile nel medio evo dell’epidemia della peste bubbonica, causata dal batterio Yersina pestis che viene trasmesso con le Pulci da Ratto a Ratto e da Ratto a uomo.


All’ospite le Pulci possono arrecare danno agendo in tre diversi modi:

1. Modo diretto: forte prurito, perdita di pelo e lesioni cutanee; in animali giovani o poco nutriti la presenza di un gran numero di Pulci porta a deperimento sia a causa del
prurito che impedisce al soggetto di nutrirsi e sia alla quantità di sangue che le Pulci sono in grado di sottrarre al piccolo animale che può provocare anemie anche di gravi
entità se l’infestazione assume proporzioni gravi

2. Provocando reazioni allergiche: queste reazioni allergiche possono provocare dermatiti, edemi e infezioni cutanee anche gravi.

3. Come vettori di malattie infettive e parassitarie: questo avviene per ingestione della Pulce che può essere vettore di larve infestanti del verme piatto o tenia ospite
patogeno nell’intestino del cane e del gatto, ma soprattutto del gatto a motivo dell’abitudine alla toelettatura. Un’altra malattia di cui la Pulce è vettore è la malattia da
graffio del gatto causata da un microrganismo, la Bartonella henselae, che si trova nel sangue del gatto; la Pulce succhia il sangue infetto che viene espulso con le feci e
quando il gatto graffia con le unghie sporche delle feci delle Pulci trasmette questa malattia all’uomo.

PREVENZIONE
In presenza di animali domestici è necessaria un attenta pulizia e igiene, sopratutto quando ci sono bambini, i quali spesso baciano, dormono e addirittura dividono il cibo con il cane o il gatto e possono, quindi, venire a contatto molto più facilmente con le larve e le uova delle Pulci attraverso i quali vengono trasmesse parassitosi come vermi intestinali e tenia. Usare sempre e soprattutto con la primavera e l’estate antiparassitari sugli animali stessi.

I piccioni

Di aspetto simile al colombaccio (Columba palumbus), si distingue da esso per:la mancanza delle macchie bianche attorno al collo;

* il becco bruno anziché rosso e giallo;
* la mancanza di una linea bianca che attraversa superiormente l'ala del colombaccio;
* il groppone bianco;
* le dimensioni leggermente inferiori.

Il piccione è lungo 30-35 cm con apertura alare di 62-68 cm.
La parte posteriore sotto le ali bianca è la migliore caratteristica identificativa del piccione, ma anche le due linee nere che corrono sulle ali grigie. La coda è bordata di bianco. La testa e il collo sono grigio blu scuro nell'adulto con riflessi smeraldini. Gli occhi sono arancioni e possono essere circondati da anelli grigio-bianco. Le zampe sono rossastre.

È resistente e veloce nel volo. La vita di un piccione comune varia dai 3 ai 5 anni allo stato selvatico, ma può raggiungere anche 15 anni per le razze addomesticate.

Non è facile distinguere i due sessi dei piccioni, solo quando stanno insieme si può osservare il tipico comportamento del maschio che corteggia la femmina gonfiando il collo, roteando più volte su se stesso in una bizzarra danza ed emettendo un suono rugoloso, in gergo "tubare"; è inoltre a volte possibile distinguere la femmina dalla statura, spesso leggermente più piccola, e dal fatto che a volte si lascia rincorrere dal pretendente.

Il piccione è tipico dell'Europa meridionale, del nord Africa, e del Medio Oriente. Nelle città italiane come in molte altre europee è altamente presente, soprattutto nelle piazze e nei parchi. Spesso ciò costringe ad aumentare la frequenza degli interventi di manutenzione in esterno.

domenica 14 febbraio 2010

Ekowork - Ecologia al lavoro...Gallery

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I Tarli

I Tarli appartengono alla famiglia dei coleotteri e dei lepidotteri, sono insetti xilofagi per definizione e si nutrono principalmente di cellulosa, emicellulosa e lignina.
In particolare il “Tarlo domestico” o “Tarlo dei mobili” è l’unico Tarlo in grado di digerire la cellulosa, grazie a degli enzimi presenti nell’intestino della larva che la rendono così capace di attaccare qualsiasi genere di mobile o manufatto in legno.
Altre specie di Tarli del legno attaccano il legno in presenza di fungino o Basidiomiceti che hanno sul legno un’azione disgregante intaccando lignina e cellulosa.

I danni maggiori sono provocati dalle larve del Tarlo le quali nutrendosi di lignina, cellulosa ed emicellulosa, scavano gallerie dentro il legno rimanendo sempre all’interno e invisibili fino a diventare Tarli adulti pronti per uscire all’aria.

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giovedì 28 gennaio 2010

Perché gli scarafaggi muoiono a pancia in su?

Gli insetti che vediamo stecchiti sulla schiena non sono quasi mai morti in condizioni naturali.
Le quattro o cinque specie di scarafaggi che occupano abusivamente le nostre case sono tropicali (africane in particolare), adattate a stare in foreste ricche di detriti, non su superfici lisce e prive di appigli come le piastrelle. Per questo, quando si ritrovano a pancia in su, a volte non sanno come girarsi.

Killer chimici. Inoltre la maggior parte degli scarafaggi morti che vediamo sono stati uccisi da insetticidi; l’effetto di queste sostanze è di inibire la funzione dell’acetilcolinesterasi, un enzima che regola la trasmissione nervosa.
Senza questo enzima, l’insetto ha spasmi muscolari continui che spesso lo fanno capovolgere. Se il controllo dei muscoli scompare, non può tornare sulle sei zampe e quindi muore in quella posizione.

Ekowork - Disinfestazione all'azoto

Ekomille - derattizzazione ecologica



L'azoto

L'azoto è un gas molto comune in natura (compone il 79% dell'atmosfera terreste) che ha un punto di ebollizione molto basso, a 77,35 k, (-195,82 °c). quindi se viene ridotto allo stato liquido per compressione, poi può essere trasportato sotto pressione, e quando viene liberato, assorbe grandi quantità di calore per poter evaporare. con questo sistema l'azoto liquido può essere utilizzato come potente refrigerante.

Red Target e il punteruolo rosso


Come soluzione definitiva al problema del punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus, la Ekowork Cooperativa Sociale propone il trattamento denominato Red Target.
Il metodo Red Target è un trattamento di lotta biologica mediante l'uso di vermi nematodi entomopatogeni (parassiti degli insetti).  
Questo sistema ci permette di raggiungere tutti gli esemplari della colonia in tutti i suoi stadi uovo, larva, pupa e adulto contaminando gli stessi per portarli alla morte.
Con il metodo Red Target si riescono ad ottenere risultati garantiti per quanto riguarda l'eliminazione dell'infestante, ma in caso di grave danneggiamento del tronco della palma non si può garantire la salvezza della palma stessa.
Il sistema di lotta integrata adottato dalla Ekowork risulta essere il più ecologico ed ecocompatibile.